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Viaggio in Croazia: l’intervista a Laura Ferrante

Viaggio in Croazia: ecco l’intervista a Laura Ferrante

A chi non piacerebbe fare un viaggio in Croazia?

Laura c’è stata e ha deciso di raccontarti la sua esperienza insieme a tanti consigli che ti saranno utili qualora un giorno deciderai di fare anche tu un viaggio in Croazia.

Sei pronto? Si parte!

Potrai affidarti ai suggerimenti di chi ha deciso di raccontarti la sua storia per permetterti di vivere un’esperienza unica come la sua!

 

Lascia che sia la stessa Laura a raccontarti..

Ho sempre desiderato conoscere culture e luoghi diversi dai miei, perciò un’esperienza di questo tipo mi è sembrata perfetta. Faccio parte di AIESEC già da qualche mese, e quando è arrivata la possibilità di far parte di un progetto di volontariato ho colto la palla al volo!”

Ti abbiamo spiegato cosa è AIESEC in alcuni articoli. Si tratta di un’associazione che consente agli studenti di coniugare viaggio e lavoro all’interno di esperienze irripetibili sia sul piano professionale che sul piano emozionale.

Ho paura dei viaggi in aereo troppo lunghi perciò ho optato per quella parte di Europa un po’ meno conosciuta. In realtà ero già stata in Croazia, a Zagabria e in Istria, però non avevo mai visitato la parte più ad Est, ed ero molto incuriosita anche dalla possibilità di visitare la vicina Serbia”.

“Ho tenuto un corso di italiano organizzato dal comune di Osijek e tenuto nei locali dell’università locale per sei settimane. L’iscrizione era aperta a tutti, ma la maggior parte dei miei alunni aveva dai 13 ai 17 anni. Proprio per questo inizialmente ero un po’ spaventata che non mi prendessero sul serio, dato che eravamo con alcuni praticamente coetanei ed altri erano anche più grandi di me. Per fortuna sono stati tutti molto educati e gentili e mi hanno fatto sentire a mio agio. Sono rimasta molto colpita dal livello d’inglese di tutti loro, e questo è stato anche un grande incentivo per me a migliorare. Tenevo due corsi, uno base e uno un po’ più avanzato, ognuno tre volte a settimana per 2 ore. Avevo grande libertà nell’organizzare le lezioni e anche nel gestire gli orari”.

 

Vuoi porgere tu delle domande a Laura? Inviaci una mail a rounderspalermo@gmail.com e ti metteremo in contatto con lei!

Le informazioni più importanti da conoscere saranno a tua disposizione: ai nostri Rounders, sottoponiamo un questionario che affronta le questioni principali per chi si appresta a partire. Queste informazioni saranno a tua disposizione direttamente da chi le ha vissute.

 

La città

La città dove sono stata per sei settimane si chiama Osijek, e si trova in Slavonia, la parte orientale della Croazia. Osijek è la quarta città del Paese ma in realtà è piuttosto piccola, più o meno 70mila abitanti. Non ha nulla di particolarmente eccezionale, se si esclude la cattedrale in mattoni rossi nella piazza principale. Si trova lungo le rive del fiume Drava, e infatti la strada principale della cittadina corre parallela al fiume. Il lungofiume è carino ed è particolarmente rilassante fare lunghe passeggiate in bicicletta per i boschetti e le radure che costeggiano il fiume. Comunque la cosa che mi ha colpito di più in assoluto è stata il fatto che tutti gli edifici portano i segni evidenti della recente guerra con la Serbia, come ad esempio fori di proiettili e granate. Non so perché sono ancora lì, forse perché non hanno i soldi per ripararli o forse hanno deciso deliberatamente di lasciarli, ma questi segni così tangibili danno la sensazione che la guerra, già di per se storicamente così recente, sia stata davvero reale, dura e terribile. La mia host mother lavora alla Galleria di Osijek, e mi ha spiegato che in quel caso nell’angolo del palazzo è stato deliberatamente lasciato il segno di una granata durante recenti lavori di ristrutturazione e che è stato dipinto di rosso proprio per ricordare il sangue e i sacrifici della popolazione durante la guerra.

Se ti piace viaggiare senza trascurare la tua passione per lo sport, anzi ti piacerebbe viaggiare e ad esempio, andare in giro in bici alla scoperta di nuovi posti da esplorare, non dimenticarti di consultare Sharewood e le nostre guide ed esperienze sul turismo sportivo.

Il costo e la qualità della vita

“Nonostante dal 2013 la Croazia sia parte dell’Unione Europea, la valuta corrente nel Paese non è l’euro ma la “kuna”. 1 euro sono circa 7.6 kune. In generale i prezzi sono abbastanza simili a quelli di Palermo e anzi spesso sono più bassi. La crisi qui ha colpito molto le famiglie ma tutto sommato la qualità della vita è abbastanza buona e sono presenti tutti i servizi tipici dei Paesi occidentali. Parlando con diverse persone mi sono però resa conto che gli stipendi sono decisamente più bassi di quelli italiani, nonostante il costo della vita sia molto simile (o almeno lo è rispetto a Palermo, è invece molto più economico rispetto a grandi città come Milano o Roma)”.

Il meteo

“Il clima mi ha preso in contropiede. Ero convinta che: “ehi, sto andando in Croazia non certo in Siberia, non può far freddo in Agosto giusto?”. Ovviamente mi sbagliavo, e metà dei vestiti che mi ero portata sono rimasti inutilizzati a causa del freddo. In media c’erano una ventina  di gradi o anche di più, ma niente di comparabile alla nostra estate torrida (posso dire con soddisfazione di non aver mai sudato). La mia host mother rideva sempre di me quando uscivo per andare a lezione, perché lei indossava spesso pantaloncini e canottiera mentre io andavo in giro con pantaloni lunghi e felpe con cappuccio. Certi giorni faceva davvero freddo, anche 12 gradi, e un paio di volte ci sono state delle vere e proprie tempeste. In generale però il tempo non è male, assomiglia molto di più ad un nostro autunno inoltrato.

Il trasporto pubblico

Nonostante non sia molto grande ad Osijek ci sono sia autobus che tram (e di questi ultimi gli abitanti della città ne vanno molto fieri perché è l’unico luogo oltre Zagabria in Croazia ad avere una rete di tram). Gli autobus sono strani. Appena arrivata i ragazzi del comitato locale di AIESEC mi hanno dato gratuitamente un abbonamento gratuito per tutti i mezzi di trasporto e quando ho chiesto come funzionano gli autobus la rispostata è stata “Non preoccuparti, mettiti a una fermata e prendi il primo che capita. Ci sono dei numeri sopra ma non è importante”. Non ho mai davvero capito questa cosa nemmeno dopo sei settimane, però era vero: c’erano diversi numeri e diversi capolinea ma incredibilmente ti portavano sempre dove avevi intenzione di andare. Magie balcaniche. Per quanto riguarda i tram invece c’erano due direzioni, una che correva parallela al fiume e al corso principale e un’altra che invece andava un poco fuori città. Io usavo la prima, poiché la casa della mia host family si trovava proprio dietro una fermata. I tram sono super puntuali (uno ogni 7 minuti), gli autisti super disponibili e la musica che era sempre incredibilmente fantastica, per non parlare del fatto che c’era il WiFi. Non dovendo pagare ogni tanto facevo tutto il giro completo per passarmi un po’ il tempo e devo dire che era molto rilassante.

La vita notturna

Il punto è che ad Osijek non c’è molta vita o movida notturna, e a dire il vero ho visto anche pochi giovani (molti ragazzi che studiano là in realtà tornano nei paesini d’origine o vanno a lavorare alla costa durante l’estate).  La parte più antica della città è la tvrđa, la cittadella fortificata, ed è la sede delle scuole e dei pub. Niente di particolarmente emozionante, ma per una come me, che non è per niente propensa alle folli nottate, andava più che bene. Ciò di cui ho sentito la mancanza più che altro era la vita serale vera e propria, dalla famiglia con bambini che mangia un gelato in piazza alla coppietta che esce dal cinema. Alle 23.00 tutti a casa. Ho affrontato questa desolazione andando spesso al cinema. I film sono tutti sottotitolati e perciò escono molto prima lì che in Italia.

La sicurezza

Forse anche per via della guerra, in Croazia la criminalità è piuttosto bassa ed è molto sicuro girare di notte praticamente ovunque, anche per le ragazze (ho conosciuto una ragazzina di quattordici anni che mi ha detto che lei porta fuori il cane la notte alle due o alle tre da sola senza essersi mai posta alcun problema). E’ stato qualcosa di nuovo per me, ma mi sono facilmente abituata. Ciò che invece mi ha colpito negativamente è stata la presenza delle forze dell’ordine che, nonostante siano molto meno pressante che a Palermo (non ho mai visto una camionetta della polizia o pattuglie girare ossessivamente per gli stessi quartieri), io ho percepito come dura e sin troppo zelante. Il mio host father per esempio ha dovuto portarmi alla centrale di polizia per dichiarare la mia presenza in casa loro (siamo in Unione Europea!) perché se la polizia mi avesse fermato per strada sarebbe altrimenti stato un problema. Mi ha raccontato che quando la suocera, che è italiana, era venuta a trovarli l’anno prima aveva risposto al telefono di casa e la polizia accorgendosi che era straniera aveva mandato degli agenti a controllare e li aveva multati per non aver dichiarato da subito la sua presenza.

La gente del posto e la loro civiltà

Le persone sono tutte estremamente gentili e disponibili, anche se ovviamente non hanno il tipico “calore mediterraneo” e sono un po’ restie al contatto fisico, ma ne ero consapevole sin da prima di partire. La gente è in media piuttosto silenziosa ed educata, ma diventano dei pazzi durante i matrimoni o le partite di calcio. Di matrimonio ne ho visti svariati e una cosa che mi ha colpito molto è il fatto che festeggino sventolando bandiere della Croazia ovunque: è qualcosa di totalmente inconcepibile per noi (cosa c’entri poi la passione nazionalista con le nozze non ne ho sinceramente idea) e probabilmente deriva dalle turbolente vicende che hanno costruito l’identità nazionale croata, ma la cosa davvero divertente è che ho visto fare la stessa identica anche in Serbia…

 Un’altra cosa interessante sono i loro panifici, pieni di roba buonissima e super economica! In tutta la zona dei Balcani si mangia street food bosniaco, di cui l’emblema è il “burek”, pasta bagnata con l’olio e ripiena di formaggio, prosciutto, carne, patate o spinaci.

Il rapporto con Palermo

“Nel mio viaggio in Croazia Palermo mi è mancata molto. Osijek e i suoi abitanti sono troppo freddi e riservati per i miei standard: massimo alle undici di sera la città diventava un deserto e persino all’ora di punta era difficile sentire confusione sui tram. Il “casino”, la vita, il sole e la spontaneità di Palermo mi sono mancate tantissimo. Ad Osijek è “tutto fin troppo ordinato”: non c’è traffico, si può attraversare solo sulle strisce (e solo col verde ovviamente, il mio secondo  giorno una vecchietta è stata fermata e multata dalla polizia perché aveva attraversato col rosso …), nessuno parla ad alta voce per strada o sui mezzi. I croati sono molto puntuali e super nazionalisti, tutto il contrario del palermitano medio. Palermo ed Osijek però si somigliano per quanto riguarda il ristagno economico e la fuga di cervelli, che là ha addirittura portato quasi al dimezzamento della popolazione negli ultimi anni. A me l’eccessiva calma non piace poi molto, ma sicuramente ha i suoi vantaggi, tra cui secondo me il fatto che i bambini possono andare in giro da soli senza problemi. Sicuramente esporterei però un po’ del brio siculo! La mia permanenza ad Osijek è stata molto bella, ma sei settimane sono state più che sufficienti e sicuramente non ci vivrei”.

Le sue riflessioni personali

“La cosa più banale da dire in questi casi è che il mio inglese è migliorato, però è vero. Non solo, la mentalità croata ti spinge ad imparare quante più lingue possibili (studiano sia inglese che tedesco sin dalle elementari, e poi molti scelgono una terza lingua alle superiori) e questo ha fatto nascere anche in me la voglia di mettermi più in gioco nello studio delle lingue. Inoltre ho conosciuto tante persone con culture diverse (al mio progetto hanno partecipato anche un’altra decina di ragazzi da varie parti del mondo) e ho superato i miei problemi con la timidezza. Ma la cosa più importante per me è stata il fatto che, dopo aver appreso le vicende della guerra direttamente dalle loro labbra, adesso ho una visione della storia europea diversa, e ho capito che per comprendere davvero le ragioni degli avvenimenti non basta leggere un manuale di storia ma bisogna viaggiare tanto e a lungo evitando inutili pregiudizi”.

Consiglierei a tutti un’esperienza del genere.

Pensi che questi consigli potrebbero esserti utili per organizzare un viaggio in Croazia? Non possiamo che esserne contenti.

Noi di Rounders Palermo crediamo fortemente nell’idea che raccontare le proprie esperienze aiuti a valorizzarle e soprattutto a stimolare la curiosità e la voglia di scoprire di tante altre persone.

Per noi viaggiare è una cosa importante.

Viaggiare significa fare tesoro di tutto quello che di nuovo si scopre e portarlo nella nostra meravigliosa città: Palermo.

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