Viaggiare per il mondo

Palermo descritta da Goethe in “Viaggio in Italia”. Letture da viaggio

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I nostri saggi resteranno come sono per l’avvenire; e così il foglio che vi mando non è che un documento della nostra impotenza ad affrontare oggetti simili, o meglio della nostra presunzione di volerli conquistare in così breve tempo.

Così il Goethe scriveva mentre ammirava il golfo “incomparabile” di Palermo e un continuo sentimento di pace e felicità lo accompagnava nelle sue lunghe camminate per la città.

Il pittore e poeta di Francoforte prende i colori e li rielabora, li trasforma in scrittura e infine ci regala pagine piene di significato. In questo, l’occhio del pittore e l’animo del poeta si intrecciano soffermandosi sulle particolarissime vedute del golfo, del mare e della natura che circonda Palermo, poi interpretate con fare leggero e sentito. Tra le più belle dimostrazioni di questa unione v’è sicuramente la sua descrizione di quel giardino pubblico in prossimità del molo:

L’impressione di quel giardino incantato m’era rimasta troppo profondamente scolpita nell’anima; le onde d’un celeste cupo nell’orizzonte a nord, che lottavano per penetrare nell’insenatura del golfo, lo stesso odore tutto particolare del mare vaporante, tutto mi richiamava alla mente non meno che ai sensi l’isola beata dei Feaci.

Ma è il Goethe viaggiatore ad essere trasportato dalla sua irrefrenabile curiosità verso la cultura e le tradizioni: il suo pellegrinaggio al santuario di Santa Rosalia, dove ha modo di osservare più attentamente le forme curiose di Monte Pellegrino; la sua mattina di Pasqua passata “a visitare le varie chiese e ad osservare i volti e le figure del popolo”; infine, la salita a Monreale.

Tutte testimonianze di un viaggiatore trasportato innanzi tutto dalla sua curiosità, quella instancabile, quella mossa anche senza la compagnia che si attarda in albergo, quella piena di tempo da perdere.

Ho voluto riportare solo passi del suo soggiorno a Palermo, ma il libro si spinge anche oltre. L’Italia intera, da Venezia al Mezzogiorno, da i suoi viaggi in nave da Napoli a Palermo appunto, e poi la Sicilia con Segesta, Agrigento, Messina e molto altro.

Tratto da “Viaggio in Italia ” di Johann Wolfgang Goethe

 


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