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Giorno 11/03/16: si parte!

“Ho realizzato di essere in partenza per la Nuova Zelanda quando ho raggiunto il gate all’aeroporto di Fiumicino e lì fuori ad accogliermi c’era il Boeing 777-300 della Emirates, compagnia che consiglio vivamente di utilizzare per viaggi internazionali.
Il costo del biglietto può risultare meno economico rispetto ad altre compagnie ma ne vale veramente la pena per i servizi avuti. Durante il volo Emirates lo staff offre degli appetitosi pasti (oltre a vino, bayleis e altri liquori) per ciascuna postazione trovi un cuscino, un plaid, delle cuffie e uno schermo dotato del programma i c e : information comunication entertainment dove a seconda della sessione puoi osservare la tratta in tempo reale che sta effettuando l’aereo e tutte le informazioni sul volo come ore e miglia di distanza, oltre a album musicali, serie tv in tutte le lingue, documentari, cartoni animati, vasta scelta di film anche tra le ultime uscite.
Ho voluto accennare alla comodità del viaggio perchè ho capito quanto sia determinante per la resistenza a tante ore di volo; il mio è iniziato Venerdì 11 Marzo alle ore 14 da Palermo ed è terminato Domenica 13 Marzo alle ore 19.30 con arrivo a Blenheim!
In realtà nel conto delle ore di viaggio ci sono da togliere le 12 ore in avanti di fuso orario quindi non sono 53 ore totali ma 41 ed è assurdo pensare che ho dormito forse 3-4 ore in tutto perchè ero troppo eccitata per la nuova esperienza: i paesaggi nuovi che ho potuto vedere dal finestrino, ho attraversato mari, montagne, deserti, oceani.. non potevo dormire. Ho cambiato 4 aerei fatto scalo in 3 città per raggiungere la mia destinazione finale, ma vi posso assicurare che non è stato nulla di troppo traumatico. Ero così tanto energica che il primo giorno a Blenheim ho deciso di affittare la bici e fare un giro per i vigneti.
Al momento sono qui per un lavoro stagionale in cantina nella regione più conosciuta per il vino dell’Isola del Sud, Marlborough. Sono qui da pochissimo tempo ancora ma le prime impressioni sono tutte positive: natura incontaminata fantastica come immaginavo, colleghi enologi da tutte le parti del mondo che vivono nello stesso ostello con cui mi sto confrontando cercando di migliorare il mio listening (l’accento dei Kiwi people è incomprensibile, e i Kiwi sarebbero i residenti new zealandesi, è il loro sinonimo) . Ovviamente ho già cucinato per un gruppo pasta alla norma, contenta di portare un po’ di Sicilia dall’altro lato del mondo.”


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