Erasmus Viaggiare

Erasmus, Federico Moncada a Tolosa

Nome: Federico
Cognome: Moncada
Età: 23
Città “fuori-sede”erasmus : Toulouse (Tolosa, Francia)
Da quanto tempo sei fuori-sede erasmus?  Sono partito a Settembre del 2013, e tornato a Luglio 2014
Sei partito da solo o eri con qualche “compagno di viaggio”? Sono partito con 2 compagni di viaggi.

Erasmus a Tolosa: l’esperienza di Federico

Perché scegliere Tolosa?
Sinceramente ho scelto Tolosa perchè era la città in cui avevo più possibilità di vincere la borsa di studio, senza sapere poi molto di questa città prima di andare. Ho scoperto solo successivamente che si trattava di una città studentesca, molto simile a Bologna in Italia, e che l’università dove sarei andato era ottima. Quindi alla fine la scelta si è rivelata azzeccata sotto molti punti di vista.

Come si trova l’alloggio?

Il sistema universitario francese è molto differente rispetto a quello italiano. L’istituto che ho frequentato io per 10 mesi non è una vera e propria “università”, ma è quello che i francesi chiamano “grande école”. Nello specifico la scuola in cui ho studiato io si chiama IEP che sarebbe l’acronimo di “Institut d’étudespolitiques”. Si tratta di un vero e proprio istituto (ce ne sono 7 in Francia) che dovrebbe fornire  le competenze adatte per preparare la classe dirigente, a differenza di quello che è l’obiettivo di Scienze politiche qui in Italia. Noi studenti erasmus siamo stati molto aiutati dalla responsabile. A lezioni tipiche, come ce le immaginiamo noi studenti italiani, ovvero con un professore che parla e altri 200 studenti che ascoltano passivamente, alternano dei seminari che danno la possibilità di interagire con colleghi e professori e per i quali è necessario lavorare in gruppo. Questo dà anche la possibilità di conoscere molte persone.

Gli esami sono quasi tutti scritti: veramente pochi si svolgono in modalità risposta multipla, la maggior parte avevano come oggetto elaborati piuttosto lunghi e complessi (infatti al primo semestre ho bocciato moltissimi esami, più di quanto mi aspettassi, non ve lo nego).

Sinceramente ho avvertito molto il fatto che lì l’università fosse maggiormente “sentita” propria dagli studenti, non so se mi spiego. Non so dire precisamente se questo sia per la natura degli studenti francesi, o per la bontà delle strutture e del sistema universitario francese.

E poi un’altra cosa secondo me non irrilevante. Al terzo anno l’erasmus o lo stage all’estero per loro era obbligatorio. Quasi tutti i ragazzi che ho conosciuto avevano fatto o stavano per fare l’erasmus nei posti più assurdi: una ragazza addirittura mi ha detto di aver trascorso 6 mesi in australia e 6 mesi in argentina senza cacciare fuori un euro. E soprattutto non hanno bisogno di “vincere” borse di studio: se uno vuole partire lo fanno partire. Non ci sono esclusi.

Servizio di trasporto pubblico.
Abbonamento a tutti i mezzi. Per gli studenti 10€ al mese. Meraviglioso

Il meteo ha condizionato molto le tue giornate?
A me personalmente non dispiace il freddo. Poi onestamente non faceva così tanto freddo. Durante una settimana a novembre si è arrivati a -7 circa, ma nulla di più.

Descrivi la zona in cui hai vissuto e se questa è risultata funzionale rispetto alla presenza di supermercati, farmacie, lavanderia, palestra e la vicinanza dall’ università.
Se i mezzi funzionano non c’è alcun problema per nessuno. Quando sento i problemi del tipico palermitano che non sa deve parcheggiare in viale delle scienze onestamente mi viene da ridere. Un posto, per quanto può essere lontano, risulta vicino se è ben collegato. Tre minuti di metro e arrivi.
Sinceramente non riuscivo a capire neanche perché molti cittadini si lamentassero dei servizi: molto probabilmente perché non hanno vissuto a Palermo, visto le macchine posteggiate in doppia fila, e tutte quelle cose simpatiche che conosciamo noi.

Le zone “universitarie”.
Come penso in tutte le città di medie dimensioni le zone universitarie erano in centro, e nei quartieri limitrofi. E la maggior parte dei locali erano lì.

Vivibilità della città: traffico, ambiente, costo della vita.
Poco da dire, la città mi è sembrata super vivibile. Traffico non eccessivo, ambiente tutto sommato normale e costo della vita abbastanza contenuto.

Sicurezza della città, sia di notte che di giorno.
Di notte ho assistito a delle scene strane, ma se le raccontassi in questo modo sono sicuro che non riuscirei a dare la giusta enfasi. Diciamo che in generale la sicurezza di notte qualche volta lasciava e desiderare…può sembrare strano detto da un palermitano, ma non credo che siamo gli unici a dover risolvere problemi del genere.

Cosa fare a Tolosa? vita notturna: svago, costo serate, mezzi pubblici fino a che ora. Zone più vive.
La vita notturna è molto diversa rispetto a quella che siamo abituati a condurre noi. Lì i pub chiudono alle 2, a volte il sabato alle 3. Dopodichè le strade di svuotano e a quel punto puoi soltanto andare a casa di amici o a ballare. Quasi sempre però riuscivo comunque a tornare a casa con la prima metro del mattino, e ad andare a lezione il giorno dopo con la faccia sfattissima (se avevo lezione). I primi mesi ammetto di aver speso non so quanti soldi in alcol e serate varie, perché all’inizio (penso sia per tutti così) non ti rendi conto veramente di quanti soldi hai e quanti ne spendi.

Spiega se e come Tolosa abbia o meno facilitato la tua integrazione.
Ti dicono quasi tutti le stesse cose: italiaaaano, pasta, pesto, spaghetti, mafia, berlusconi, barilla, ecc. Ma ho capito che malgrado questo agli occhi degli altri europei siamo veramente i più simpatici…non direi che sono razzisti. Ironizzano molto sullo stereotipo italiano, ma come dargli torto?

Il miglior pregio di Tolosa: il fatto di essere una città studentesca mi ha permesso di fare un bell’erasmus. La qualità dell’erasmus è rappresentata dalla percentuale di tempo che passi sbronzo e fuori casa. Nel mio caso molto alta.

Alla luce della esperienza fatta, ti è aumentata la voglia di restare definitivamente a Palermo? Oppure questa esperienza ti è servita da ispirazione per decidere di cambiare del tutto la tua vita e quindi di andare a vivere da “fuori sede”?
Ero della mia idea e lo sono rimasto. Il mio obiettivo nella vita è viaggiare il più possibile e conoscere il più possibile in questo modo. Ho conosciuto più stranieri che francesi in 10 mesi, persone provenienti anche da paesi assurdi che non avevo mai sentito nominare, e mi sono reso conto di quanto non ci sia cosa più bella, più formativa di 1000 libri. Non tornerei in Francia non perché mi sia trovato male, ma perché voglio confrontarmi in un’altra realtà, possibilmente ancora più lontana da quella in cui ho vissuto. C’è comunque tempo nella vita.

Ti è mancata Palermo (oltre ai legami affettivi)? Cosa? Perché?
A volte sì. Quando pensi al cibo per forza. Ne vogliamo parlare di quel parmigiano ridicolo che vendono i supermercati all’estero?

Ogni tanto mi sono limitato nel fare veramente qualcosa che sia fuori dagli schemi, che sia un viaggio pazzo, o un’esperienza strana mentre ero in erasmus. Se doveste avere la fortuna anche voi non fate come me, fatela. Fate tutto quello che vi passa per la testa e aprite voi stessi pure al barbone che vi passa accanto, parlate anche coi muri, e cercate di imparare il più possibile da questa esperienza e fatelo alla leggera.

 

 


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