Erasmus Viaggiare

Erasmus, Emiliano Mungiovino a Barcellona

DATI COMPILATIVI

Nome:Emiliano

Cognome:Mungiovino

Età:21

Città “fuori-sede”erasmus :Barcellona

Sono tornato il 1° Luglio dopo 5 mesi di Erasmus+ in Spagna. Sono partito da solo. Un’esperienza unica che rivivrei di sicuro e che consiglierei con altrettanta sicurezza.

Tutto è iniziato quasi per gioco, la voglia di voler visitare nuovi paesi, di fare nuove esperienze, di conoscere gente nuova, mai avrei pensato che sarei riuscito a vincere una borsa di studio Erasmus per lo più per Barcellona! Volevo un paese che rispecchiasse il più possibile i canoni di ciò che vorrei dal mio futuro, che rappresentasse le mie aspettative e la mia richiesta di novità, senza però differire dal tutto dalle mie radici. Essendo molto attratto dalla Francia, cercavo, inizialmente, una città portuale d’oltralpe, ma in assenza di opzioni, ho deciso che Barcellona, in Spagna, fosse la scelta più azzeccata per me. Mai scelta è stata più giusta.

Ammetto che il primo impatto non è così del tutto facile, lo spagnolo è molto semplice, ma a Barcellona si parla il catalano.

Una delle cose più complicate a mio avviso è quello di cercare un alloggio dall’estero e questo vale per tutti i paesi.

Il rischio di subire delle fregature è elevato o anche solo non conoscere la “concorrenza” può penalizzare, sia a livello economico, sia a livello di quartiere o dell’appartamento stesso.

Io personalmente avevo preso un impegno con un ragazzo, scegliendo di essere suo coinquilino,dopo aver visionato le foto della casa online.

 Il ragazzo era molto simpatico e disponibile (era spagnolo, non originario di Barcellona, questo è da tenere a mente), ma purtroppo l’appartamento era completamente differente dalle foto, più vecchio, più sporco e inabitabile.

Così mi sono trovato praticamente in mezzo alla strada il mio primo giorno a Barcellona.

Fortunatamente avevo tenuto un altro contatto in caso di emergenza e grazie a quello sono riuscito a prendere una stanza in un appartamento non troppo lontano dalla Sagrada Familia, circa 500 metri in linea d’aria (badate bene che la Sagrada non è esattamente il centro di Barcellona).

La stanza aveva il costo di 380 euro mensili, per cui abbastanza cara, essendo leggermente fuori dal centro, ma il costo era ripagato dal fatto che, per gli standard di Barcellona, la stanza fosse decisamente grande e provvista addirittura di balcone personale.
Ora, dopo mesi di permanenza li e decine di persone conosciute, posso affermare che trovare casa non è così difficile, ma trovare un buon rapporto qualità/prezzo non è molto semplice, la maggior parte delle case che ho visto di amici che stavano vicino al centro, erano decisamente dei begli appartamenti, ma le stanze erano minuscole e spesse volte con finestre minimali se non del tutto assenti!
In definitiva il consiglio che mi sento di darvi se avete in programma un Erasmus a Barcellona, è quello di arrivare per tempo (io sono arrivato leggermente in ritardo rispetto alla data prevista e non ho avuto molto tempo di sistemarmi), accomodarsi temporaneamente in un ostello e in una settimana circa o anche meno, cercarsi e trovarsi la sistemazione ideale.
L’Universitat de Barcelona mi aveva anche messo a disposizione un tutor che avrebbe dovuto aiutarmi ad ambientarmi, ma sfortunatamente il ragazzo affidato a me era prossimo alla laurea e quasi del tutto impossibilitato ad aiutarmi.

Questa e un’altra sono le uniche due pecche che mi sento di addebitare all’università che mi ha ospitato.
Dunque qual è la seconda? Bene adesso ci arriviamo. L’Universitat de Barcelona è meravigliosa, ha strutture in tutta la città, in centro e fuori (la mia personalmente era abbastanza lontana dal centro, ma in una zona fantastica vicino i giardini del Palazzo Reale) e soltanto entrandovi dentro, ho percepito un’aria diversa dalla solita che respiravo a Palermo. Mi sono subito sentito un cittadino del mondo, uno studente europeo. I professori sono sempre tutti stati molto disponibili, anche nei riguardi degli eventuali problemi di lingua, nonostante essi non applicassero nessun tipo di differenza rispetto agli studenti spagnoli durante gli esami.
Favolosa la possibilità di poter scegliere, dello stesso corso, le lezioni mattutine o quelle pomeridiane e addirittura anche la lingua della lezione stessa tra catalano e castigliano (spagnolo tradizionale).
Erano presenti anche dei corsi in inglese, ma non ho altre informazioni a riguardo poiché le mie erano tutte in spagnolo.
L’altra pecca di cui parlavo riguarda proprio la lingua, un fastidio enorme. In una sola materia, una professoressa (statistica e analisi dei dati), nonostante io avessi scelto il corso in spagnolo tradizionale, insegnava in catalano precludendomi praticamente la possibilità di capire. Addirittura ricordo un momento in cui ho chiesto in castigliano delle informazioni, precisando che fossi studente Erasmus, e lei mi ha risposto ugualmente in catalano. Questo credo sia stato un colpo di sfortuna, ma tutto sommato l’università era quanto di meglio potreste aspettarvi, una conferma di questo è che potrete facilmente trovarla nella top 15 delle università europee.

Io frequentavo la facoltà di legge, ma questa come tutte le altre è collegata benissimo da tutti i mezzi pubblici. Questi sono efficaci, puntali e moderni.
La metropolitana è capillare, collega tutta la città con dei tempi di attesa medi di 3 minuti. Aperta dalle 5 di mattina fino a mezzanotte, escludendo il venerdì, quando chiude alle 2 di notte e il sabato, quando effettua orario continuato!
Questo ovviamente è fantastico per la movida, ma non pensate che si possa uscire soltanto il weekend senza dover camminare a piedi, infatti i bus sono tantissimi, coprono benissimo la città e ve ne sono moltissimi anche notturni! Il tram invece è riservato a collegare le zone limitrofe della città agli estremi della metropolitana.
In conclusione credo che i trasporti pubblici di Barcellona siano tra i migliori che io abbia mai visto!
Il costo tutto sommato non è nemmeno esagerato, ovviamente il mio consiglio è quello di comprare un abbonamento, infatti per i ragazzi di età inferiore ai 26 anni è previsto uno sconto. Ricordo di aver pagato il mio abbonamento trimestrale (comprensivo di tutti i mezzi, in tutta Barcellona) circa 110 euro, per il servizio offerto non male!

Tra i motivi della scelta di Barcellona ha influito ovviamente anche quello del clima, cercavo delle temperature e delle giornate molto simili a casa (come biasimarmi?) e non sono rimasto deluso. Sono arrivato i primi di Febbraio e non ha mai praticamente fatto un freddo esagerato, tutt’altro (tant’è che quasi tutti gli appartamenti a Barcellona, soprattutto quelli meno moderni, non posseggono nemmeno il riscaldamento) e sin dai primi giorni di Marzo la Primavera è sbocciata sfornando belle giornate una dopo l’altra.
Ovviamente il caldo a Giugno inizia a farsi sentire, ma potete facilmente rimediare scendendo di casa, ovunque voi siate, recarvi alla Barceloneta, dopo pochi minuti di metro, e gettarvi nel freddo mediterraneo spagnolo!

Tutte le zone della città sono ben rifornite di servizi, supermercati, farmacie, piccoli negozi e (almeno la mia) soddisfazione più grande : palestre.Proprio a pochi passi da casa vi era una delle catene più grosse di palestre spagnole, una vera gioia per gli sportivi. Enorme, attrezzatissima, compresa di piscina e sauna e chi più ne ha ne metta! Anche lì sconti e agevolazioni per giovani studenti. La catena prende il nome di DIR e il costo è di circa 135 euro ogni 3 mesi compresa di sala macchine, diverse discipline (ma non tutte ovviamente) e piscina.

Turisticamente Barcellona è una città che non si finisce mai di scoprire, quasi tutto il centro è un museo a cielo aperto, la sensazione che con gioia ricordo è quella di essere in Via Libertà continuamente!
Il centro presenta palazzi e strutture gli uni più belli degli altri con architetture sempre particolari e d’impatto. La zona che più si frequenta la notte è quella intorno Plaza Catalunya e nelle ormai celeberrime Ramblas. Particolarissime anche zone un po’ meno conosciute, ma ugualmente frequentate, più interne e che io ho da palermitano ho rinominato “Vucciria tenuta bene”. Si perché ogni singola via del centro di Barcellona è estremamente pulita, curata e accogliente.
Erasmus - Emiliano Mungiovino a Barcellona
I locali ovviamente non si contano, non saprei nemmeno quale consigliarvi più di altri, tutti particolari! Quello che mi sento di menzionare è il Cyrano, in Carrer d’Aribau. L’esperienza vissuta in quel locale la sera è trascendentale. I cocktail hanno il costo di 3 euro e ti vengono fornite le bottiglie/lattine per comporlo e sta a te decidere la quantità degli ingredienti, salatini e popcorn li offre la casa fino a quando non sei stanco semplicemente di alzarti e andarti a riempire nuovamente il piatto, ma la cosa che più mi ha colpito è stata la proprietaria, una signora anziana che distribuiva, durante la chiusura, a ognuno di noi consumatori una bottiglietta d’acqua gratuitamente oltre che le prevendite per le varie discoteche, augurandoti buon divertimento e di far attenzione! Favoloso.
La città offre quantità di divertimenti illimitata e non mi sento negare l’idea un po’ faziosa che ci si fa quando qualcuno ti dice “sono stato in Erasmus in Spagna”, si ha la possibilità di uscire tutte le sere, di conoscere ragazzi provenienti da tutta Europa e non solo, di fare conquiste e di divertirsi non-stop. Questo ovviamente a discapito dello studio, ma a buon intenditore poche parole. Le discoteche, locate prevalentemente lungo la Barceloneta (lungomare di Barcellona), sono praticamente tutte gratis, ovviamente i cocktail al loro interno sono molto costosi, ma il divertimento è assicurato e se si vuol bere a mio avviso si ha la possibilità di farlo, dato che Barcellona non è una città costosa.

La spesa, se fatta al supermercato, non rappresenta uno scoglio da superare alla fine del mese! Le uniche cose che ho trovato veramente costose sono le attrazioni turistiche. Ogni museo, ogni casa di Gaudì, ogni luogo che richiede un biglietto di entrata a mio avviso è fin troppo caro sebbene vengano anche applicati sconti agli studenti.

Infine penso che si possa tutto riassumere dicendo che vivendo a Barcellona, godendosi la vera atmosfera della città, è come vivere dentro una fantastica storia piena di movimento, energia e mutamento. Sembra che tutto vada più veloce, sembra che tutti abbiano improvvisamente voglia di fare di più, di muoversi di più di godersi la vita di più!

E poi si torna, si ricomincia la vita precedente, nonostante si abbia studiato (e non solo perso tempo) all’estero, si torna a studiare a casa, nella vecchia e cara Palermo. Sembrerebbe impossibile che ti sia mancata e invece? E invece si, lo ha fatto e non solo per i parenti, per il tuo letto e la tua stanzetta e non per i tuoi amici. Ti è mancata perché dentro il cuore, seppure ti rendi conto che ovunque ti sposti, ovunque ti muovi, tutto sembra fatto meglio e tutto sembra funzionare meglio, sai che è e sarà l’unica tua vera casa. Almeno questo è quello che ho sentito io.

E’ facile denigrare Palermo, è facile notare tutti i suoi difetti e tutte le sue imperfezioni, basta poco. Però se siamo noi i primi ad abbandonarla, noi che ci riempiamo tanto la bocca su come sarebbe veloce e semplice migliorarla, come speriamo che tornando le cose possano essere diverse? Si, i palermitani fanno schifo, però pure io sono palermitano e io non faccio schifo, tornando mi sono reso conto che anche io sono il leader di un movimento. Sono un’esponente dell’elite di questa città, si mi sento questo, è quello che provo tornando a casa dopo aver visitato Parigi o altre città europee, dopo aver vissuto a Barcellona. Sono colui che tra i tanti, può fare la differenza, può iniziare la differenza! E credo che ognuno di noi che assuma questa consapevolezza possa essere parte di questo movimento, quello di riabilitazione di una città ammalata!

Spero che il mio contributo sia d’aiuto a chiunque voglia intraprendere un’esperienza del genere, è formativa, è entusiasmante, a mio avviso è fondamentale per il percorso di crescita di un individuo non ancora consapevole del suo essere cittadino di un qualcosa di più grande che di una sola città. Ti aiuta a realizzare pregi e difetti di culture e paesi differenti dai tuoi e soprattutto ti aiuta a comprendere come e chi vuoi essere da grande e come e chi vuoi ritornare a casa.


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