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Erasmus Viaggiare

Erasmus, Andrea La Mantia a La Coruña

IDENTIKIT
Nome: Andrea

Cognome: La Mantia
Età: 22
Città “fuori-sede”: La Coruña
Da quanto tempo sei fuori-sede? Ho trascorso 10 mesi in Erasmus
Sei partito da solo o eri con qualche “compagno di viaggio”? Sono partito con altri 3 colleghi

Se devo essere sincero, inizialmente la mia scelta è ricaduta su questa città perché era la città che metteva a disposizione il numero maggiore di borse di studio, ed avendo fatto la richiesta al primo anno, ero convinto che scegliendo tale meta avrei avuto maggiori possibilità di partire.

Al contrario di molti studenti che partono in Erasmus, io ho voluto cercare l’alloggio prima di partire, cosi ho cercato nei vari siti di annunci di affitti e ho chiesto informazioni per varie case. Ho sempre pensato che la residenza universitaria non fosse una realtà adatta a me, in quanto pur avendo delle agevolazioni dal punto di vista dei costi, secondo me non ti permette di avere una totale indipendenza, cosa che invece l’appartamento ti concede. Ho speso circa due settimane a scegliere l’appartamento giusto, basandomi sulle foto e sul prezzo proposto( i prezzi medi variavano da 150 a 220 euro, a seconda del tipo di appartamento e della zona in cui si trovava). Pur avendo affittato una stanza senza averla vista di presenza, devo dire che nella scelta finale sono stato molto fortunato. La posizione era centralissima, sopra uno dei locali più famosi dell’intera città, luogo di ritrovo di molti giovani, a 10 minuti a piedi dal centro della “movida”, e con una fermata dell’autobus sotto casa che mi permetteva di arrivare all’università in 7 minuti. La maggior parte dei ragazzi che si trovavano in Erasmus con me hanno deciso di affittare una stanza in un appartamento, visto che nel caso di La Coruna, le residenze universitarie si trovano fuori dal centro della città.

Durante i 10 mesi trascorsi in questa città ho avuto la possibilità di frequentare ben quattro facoltà (Sociologia, Giurisprudenza, Turismo ed Economia) ed ho potuto osservare delle realtà diverse tra di loro. La prima cosa che ho notato è la particolare efficienza dell’intero sistema universitario in cui mi trovavo. La maggior parte delle facoltà sono situate nel Campus di Elviña, situato poco fuori il centro della città e ben collegato da una linea di autobus che passa con una frequenza di 5 minuti. Ogni facoltà è dotata di una propria biblioteca, una propria mensa/caffetteria e una propria cartoleria. Il sistema universitario spagnolo, in generale, presenta delle differenze con il sistema universitario italiano. Innanzitutto le classi appaiono molto meno numerose, in quanto ciascun corso si suddivide in un turno mattutino e un turno pomeridiano. La maggior parte degli esami sono scritti, e il voto finale rappresenta una somma del voto conseguito nell’esame, di quello conseguito nelle varie prove parziali che si tengono durante il semestre e di un voto assegnato in base alla frequenza. Credo che la prima cosa che si può notare è l’enorme disponibilità sia dei professori, che degli stessi studenti, che vivono la vita universitaria in maniera diversa dalla nostra. Le relazioni tra i vari colleghi non si ferma semplicemente ad una possibile collaborazione nello studio, ma è molto facile che si istaurino delle profonde amicizie.

La mia scelta, più che sulla città era rivolta al paese in questione, in quanto ho sempre avuto una passione sia per lo spagnolo che per la Spagna in generale. La scelta della città è dipesa principalmente dal fatto che era la meta che offriva il numero maggiore di borse di studio.

Il servizio dei trasporti pubblici io l’ho trovato efficientissimo. L’intera città, infatti è attraversata da una rete di autobus sempre puntuali ed di ultima generazione. Il costo medio del biglietto è di 1,20 euro, ma vi è la possibilità di acquistare una scheda ricaricabile che permette di pagare una corsa solo 70 centesimi. Il servizio degli autobus non è attivo 24h, tuttavia i primi autobus iniziano a circolare abbastanza presto. Per questo motivo, se si resta fuori fino alle prime ore del mattino, l’autobus resta una buona possibilità per tornare a casa. Nel caso in cui si decida di non fare le ore piccole, si può tranquillamente prendere un taxi, magari dividendo la corsa con qualche amico/a, per una cifra sicuramente inferiore ai 5 euro.

La Coruña si trova esattamente nella parte nord-ovest della penisola iberica, e si affaccia sull’oceano Atlantico. Per questo motivo la maggior parte delle giornate sono caratterizzate da vento e pioggia, elementi che magari noi gente del sud potremmo temere. Tuttavia, ogni bar, facoltà, ristorante, casa è perfettamente riscaldata a dovere.

Il mio appartamento si trovava esattamente in plaza cuatro caminos, al di sopra di uno dei locali più famosi dell’intera città, conosciuto come “La Estrella”. La zona è abbastanza tranquilla, piena di negozi, tre supermercati di tre marche diverse nel raggio di 50 metri. Sempre a 50 metri si trova la fermata dell’autobus che porta all’università e verso il centro della città. Quest’ultimo dista circa 15 minuti di cammino e rappresenta la zona maggiormente frequentata dagli amanti della fiesta
Parlaci del cibo e se questo è stato per te un problema.
Partendo dal presupposto che noi palermitani abbiamo la fortuna di possedere una cucina eccellente, vi posso assicurare che la Galicia è una delle regioni della Spagna dove si mangia meglio. Il loro pezzo forte è sicuramente il pesce, a cui si aggiunge la qualità dei loro frutti di mare, che è eccellente. Come nel resto della Spagna, anche qua si rispetta la tradizione delle tapas, ovvero le famose portate che vengono servite ogni qual volta si ordini qualcosa da bere in qualsiasi bar.

Penso che sia una città assolutamente vivibile, con un costo della vita medio. In particolare, è una città che pur non avendo un alto numero di abitanti( sono circa 250000) offre ai propri cittadini numerose attività. Chiunque può decidere di trascorrere una giornata passeggiando lungo lo splendido lungomare, fino alla famose torre di Hercules, noto monumento patrimonio dell’Unesco, oppure concedersi una giornata di shopping in uno dei numerosi centri commerciali della città, che tra l’altro è anche sede del centro commerciale più grande dell’intera nazione.

In dieci mesi di Erasmus vi posso assicurare che non mi sono mai preoccupato della mia sicurezza, poiché mi sono subito reso conto che non c’era motivo di farlo. La gente sa divertirsi, ma sa anche farlo nel modo giusto.

La movida cittadina è concentrata in una zona denominata Orzan, dove si concentrano una serie di disco pub che offrono la possibilità di gustare una buona “copa” con una modica cifra, e nel frattempo scatenarsi in pista. Se invece si ricerca qualche bar più caratteristico, con meno confusione o magari con un target di gente di età maggiore, vi potete spostare nella “zona vieja”, ovvero il centro storico della città, piena di piccoli locali dove potete provare anche qualche specialità del luogo. Nel caso in cui siate degli amanti delle discoteche, sappiate che in Spagna le discoteche non aprono prima delle 5 del mattino, e nel caso di La Coruña, esse non si riempiono se non prima delle 6. Le discoteche più frequentate, come il Playa o il Punto 3, sono dislocate nel centro della città. Quindi facilmente raggiungibili a piedi.

Personalmente, non ho mai avuto nessun problema di integrazione, al contrario, sono stati gli stessi ragazzi del luogo ad accogliermi a braccia aperte, permettendomi anche di conoscere luoghi e tradizioni che probabilmente, stando esclusivamente con altri ragazzi erasmus, non avrei potuto conoscere.

Come ho scritto precedentemente, la città ha un costo della vita medio, per cui sono dell’avviso che, nel caso si scelga di trascorrervi un periodo come studente erasmus, la borsa di studio che viene elargita sia sufficiente per pagare le spese di affitto e dell’alloggio in generale. I prezzi, da quello che ho potuto constatare, non si distaccano eccessivamente da quelli di Palermo.

Posso dire che, dopo una esperienza del genere, sia cresciuta in me la voglia di vivere in un’altra città.

Palermo mi è mancata nelle piccole cose. Mi è mancata per il clima, per la cucina, per la storia e per il nostro splendido mare che tutti ci invidiano.


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