Welcome to Palermo

Cosa pensa un turista che viaggia a Palermo? L’esperienza di Elena

disegno marina erasmus a palermo

Città: Palermo

Nome: Elena

Cognome: García

Età: 22

Da dove vieni?  Spagna

Durata del viaggio a Palermo?  Dal 14 al 17 Giugno

Con chi sei partita? Da sola

 

RoundersPalermo ha intervistato Elena Garcia, una ragazza spagnola che quest’anno ha deciso di venire a visitare Palermo durante il suo Erasmus in Italia, precisamente a Sassari. Prima che arrivasse ci aveva contattato su Facebook tramite il nostro gruppo “Viaggiare è la nostra libertà” per chiedere di essere ospitata, trovando la risposta di un ragazzo disposto ad offrirle un stanza in casa propria. Una sorta di Couchsurfing palermitano.

Alla fine della sua vacanza le abbiamo chiesto di rispondere a delle domande sulla nostra città e sulla sua esperienza a Palermo.

viaggio a palermo

Cosa pensi di Palermo? Il viaggio in Sicilia di Elena Garcia

Vi siete mai chiesti cosa pensa un viaggiatore, un turista, uno “straniero” che viene per la prima volta a Palermo? Vi riportiamo l’esperienza di Elena Garcia nella nostra città. Perchè vivere a Palermo è meraviglioso.

Perché hai scelto Palermo?

L’Italia mi è sempre piaciuta in quanto somiglia alla Spagna, per l’allegria e l’ospitalità che ci contraddistingue. Quest’anno ho fatto l’erasmus a Sassari, in Sardegna, e ho voluto girare un po’ tutta l’Italia. Ciò che ancora non avevo visto e che non potevo lasciarmi sfuggire prima di rientrare in Spagna era Palermo.

Una città che mi interessa da sempre per quell’”aria di mistero” che sovviene quando si parla di essa.

Cosa ti aspettavi di Palermo? Sei rimasta soddisfatta?

In realtà non sapevo bene cosa aspettarmi. Non sapevo tanto su Palermo: la conoscevo semplicemente come la città in cui era nata la mafia e purtroppo mi fermavo quel concetto.

Ma è in questo viaggio che mi sono resa conto di quanto mi sbagliavo. Palermo è cultura in ogni angolo, ci sono dei monumenti che, solo guardandoli, mi hanno fatto emozionare.

Purtroppo non sono stata tanto tempo, ma in ogni caso sono riuscita a fare tante cose belle come visitare il Teatro Massimo; passeggiare per le catacombe dei Cappuccini; una serata al mare di Mondello; uscire di sera per le vie sempre piene di gente a mangiare  con i ragazzi di Rounders.

Palermo ha superato le mie aspettative al punto di farmi voler tornare quando avrò il tempo. La prossima volta però tenterò di andare con amici per fargli vedere la meraviglia che si sono persi tutto questo tempo.

Cosa pensi di Palermo e della sua gente?

Altro che i monumenti, ho scoperto che il tesoro più prezioso di Palermo è la gente: quelle persone che, senza neanche conoscermi, mi hanno accompagnato dall’inizio alla fine del mio viaggio, mi hanno fatto vedere i posti più belli della città e mi hanno trattato come se mi conoscessero di tutta la vita. Sono stati una parte fondamentale per farmi avere una visione così buona di Palermo come ce l’ho adesso.

Quello che però deve ancora migliorare è che, secondo me, la città non offre molte possibilità di turismo agli stranieri che, come me e tanti altri, non hanno ricevuto la giusta informazione e pubblicità che Palermo merita. Anzì, è stata solo la community di Rounders e un’altra ragazza che mi hanno dato la possibilità di poter scoprire di più. 

Cosa ti ha colpito di più di Palermo?

Quello che mi ha colpito di più è, come ho detto prima, la gente, sempre pronti ad aiutarmi e farmi venire la voglia di voler tornare in Sicilia, e ci sono anche riusciti.

Teatro Massimo e centro sotrico (che ormai conosco quasi come il palmo della mia mano per le tantissime volte in cui sono passata da lì) non fanno neanche testo: sarebbe scontato citarli tra le cose che mi hanno colpito di più.

Hai carta bianca, raccontaci qualcosa della tua esperienza.

Grazie a Palermo ho imparato due cose per quanto riguarda viaggiare:

  1. Cambiare la valigia per uno zaino da viaggio. Ho dovuto aspettare di arrivare a Palermo, alle 2 di pomeriggio, scendere dal pullman e iniziare a camminare per il centro di Palermo con la valigia in mano per rendermi conto di quanto sia scomodo e vincolante.
  2. Non essere mai certo di conoscere bene una lingua. Pensavo di capire e parlare bene in italiano finchè due palermitani che vendevano crocchè e panelle hanno iniziato a chiaccherare con me, e insomma… Ho avuto bisogno del traduttore e tutto quell’italiano che sapevo, beh, si è un po’ ridotto.

 

Noi di RoundersPalermo siamo stati davvero felici di conoscere Elena, farle vivere Palermo come merita di essere vissuta. Abbiamo fatto del nostro meglio per farla sentire a casa e ci siamo riusciti, facendola innamorare della nostra meravigliosa città. Ne siamo davvero orgogliosi. Ciao Elena, Palermo e i ragazzi di Rounders ti aspettano nuovamente quando vuoi. A presto 😉


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