Clerkship

Clerkship – Paolo Miccichè in Messico

Tipo di progetto: Clerkship
Nome: Paolo
Cognome: Miccichè
Età: 23
Città Scambio Professional (Clerkship) : Guadalajara (Messico)
Quanto tempo sei stato in clerkship? sono stato via 40 giorni
Sei partito da solo o eri con qualche “compagno di viaggio”? Partivo da Palermo con 3 colleghi, lì ne ho incontrati altri.

Come già accennato per l’esperienza in Perù, in tutti i progetti dell’IFMSA (International Federation Medical Students Assosiation) e del SISM (Segretariato Italiano Studenti Medicina) devo dare 3 preferenze di città, una delle quali poi sarà probabilmente la città che mi assegneranno.

Avevo messo Guadalajara, in Messico, come terza preferenza sulla base di alcuni pareri di ragazzi che erano stati in scambio in varie città e in base alle città che ospitavano in ostelli e in famiglia.
Sulla scelta del Messico invece è stata una scelta assolutamente dettata dalla mia passione e dalla idea che mi ero fatto di questo Paese e di questa esperienza dai racconti di tanti miei colleghi più grandi.
Ho visitato anche durante quel periodo Città del Messico (D.F.), Cancun, Playa del Carmen, Isla Mujeres, Puerto Vallarta, Merida e altre cittadine minori come Ajijic.

In questo tipo di progetto di trovare e pagare l’alloggio si fa carico l’associazione della città ospitante.
La tipologia di alloggio è già bene o male specificata per grandi linee nelle “condizioni di scambio” consultabili sui siti dell’IFMSA di ogni nazione.
Io era previsto fossi in famiglia se fossi finito a Guadalajara, in studentato se fossi stato assegnato a Monterrey.
Alla fine ero in casa di uno studente di medicina fuori sede e vivevo con lui e un mio collega di Palermo.
Il quartiere residenziale era nella zona medio-bassa della città a causa degli affitti troppo elevati in altre zone, ma comunque tranquillo anche se distante dalle zone in cui dovevo stare io (università, ospedale, centro ecc) Avevamo una stanza per me e il mio collega. Il ragazzo Messicano è stato gentilissimo e ci ha dato una copia delle chiavi di casa per entrare e uscire in qualunque momento.
Per le colazioni e le cene (quando non mangiavo fuori per motivi personali) mangiavo a casa comprando io al supermercato la spesa e le cose che mi erano necessarie; nelle condizioni di scambio sopracitate infatti veniva detto che avevo garantito un pasto al giorno, il pranzo, che facevo in ospedale. In realtà qualora mi trovassi in ospedale ad orario di colazione e cena potevo fare anche questi pasti nella mensa ospedaliera.
Ad ogni modo, tornando all’alloggio, questo è garantito dal primo all’ultimo giorno del mese in cui effettui lo scambio, per cui se vai via dopo o arrivi prima devi trovare dove stare.
Io sono arrivato un paio di giorni prima ma ho lasciato le valigie in casa del collega messicano e sono andato via peInoltrr andare 4 giorni a Città del Messico. Per spostarmi di città in città ho usato i pullman di prima classe ETN, compagnia che è la più costosa, ma specialmente se viaggiate di notte è spettacolare perché ha i sedili quasi reclinabili a 180 gradi e una mini cena inclusa nel prezzo (oltre a essere la più sicura). Il costo è di circa 80 Euro A/R se avete la ISIC.

Ho fatto lo scambio con l’Associazione IFMSA Mexico ed ero nell’Hospital Civil de Gualdalajara Fray Antonio Alcade.
L’università ben organizzata e tutte la facoltà di Medicina è divisa in una parte confinante con l’ospitale sopracitato e una parte che dista circa 10 minuti a piedi.
Considerate gli ospedali sono divisi in pubblici e semi-privati più tutte le cliniche private.
Ad ogni modo il mio scambio è stato effettuato al reparto di Chirurgia Generale.
L’esperienza è stata molto formativa, anzi direi che lo è stata oltre ogni aspettativa. In Messico si lavora in equipe e io sono capitato in una equipe molto coesa che mi ha accolto subito.
Le prime settimane facevo la mattina il giro visite in cui magari facevamo qualche medicazione prendevamo i parametri delle funzioni vitali, poi (un giorno sì e un giorno no) un membro delle varie equipe a turno esponeva gli approcci chirurgici di una determinata patologia con tanto di powerpoint, e poi verso le 9.00 circa si andava in sala operatoria.
Qui, l’ultima settimana il dottore mi ha proposto di “lavarmi” e di aiutare in una operazione. Ho fatto il terzo operatore/primo assistente di sala in una rimozione di colecisti in laparotomia, ed è stata una figata pazzesca.
La mia equipe era molto disponibile e sono stato autorizzato a visitare altri reparti per un paio di orette al giorno fra cui Malattie Infettive (fra tbc e malati di AIDS) e Emergenza (pronto soccorso) dove ho fatto due notti di turno. Anche qui la possibilità di trovarsi con “le mani in pasta” sono alte se si è disponibili: io mi sono ritrovato a fare anamnesi, prelievi, ad aggiustare lussazioni e a mettere e togliere punti.
Lavoravo circa 6 ore al giorno, però quando facevo la notte i turni erano di 16-18 ore.

Il trasporto pubblico è abbastanza “particolare” e poco intuitivo. Si hanno tre possibilità per spostarsi:
– il Taxi, è il metodo più costoso per gli standard di là, ma nulla a che vedere con i prezzi italiani.
Considerate che per circa 25 minuti di strada (da casa mia all’ospedale) un taxi ti chiede 10-12 soles circa (6-7 €), I taxi non sempre hanno tassametro per cui è opportuno concordare (e contrattare) il prezzo prima! E quelli che l’hanno controllate non lo facciano partire già da prima che voi saliate sul mezzo. Considerate che ai turisti (o comunque alla gente che evidentemente non è del luogo) chiedono tanto, per cui chiedete a qualcuno del luogo più o meno quanto potete arrivare a contrattare.
Ci sono una quantità infinita di compagnie di taxi, e bene o male durante il giorno una vale l’altra. Se potete cercate di prendere taxi il cui guidatore esponga la licenza sul cruscotto.
– Bus. I bus sono concepiti diversamente da quelli italiani, sono davvero obsoleti e senza ammortizzatori, e dentro cui la gente sta sia seduta che alzata. Nelle ore di punta è soffocante l’affluenza di gente e davvero lo spazio vitale all’interno si riduce a nulla.
Molto importante è stare attenti ai borseggiatori che approfittando della calca e degli spintoni sono abili a prendere ciò che vogliono.
Cosa importante: i bus NON hanno fermate! Passano e se individuate il vostro alzate la mano in qualunque momento e lui si ferma, stessa cosa per scendere: urlate “ferma!” oppure “devo scendere” e lui si ferma appena possibile.
Altra cosa, non essendoci fermate, non ci sono i tragitti indicati. I tragitti e le strade percorse vengono urlate dal “controllore” dal finestrino, per cui soprattutto i primi tempi è meglio farvi indicare da qualcuno del luogo il bus giusto per voi.
Controllate anche la tratta ogni volta perché a volte ci sono bus con lo stesso numero che fanno tragitti un po differenti però.
Si paga quando uno scende dal bus o quando sale, il biglietto costa tipo 5 pesos che sono circa 0,40 cent di euro
– Combi. I combi sono simil bus, dei van da circa 10-12 persone, a differenza dei bus sono privati, cioè sono di proprietà di persone che fanno questo di lavoro. Anche i combi presi nelle vie centrali sono abbastanza sicuri durante il giorno e non affollati come i bus.
Il prezzo varia in base alla zona in cui devi andare, ma fanno dei tragitti bene o male sempre simili.
Non è raro che, soprattutto se pieni solo di turisti, possano fare dei fermi obbligando la gente a consegnargli portafogli e cellulare.
Molto sfruttati per andare in gite fuori città, ma assicuratevi che sembrino in buone condizioni e che l’autista sia in condizioni di guidare.

A Guadalajara ho visto piovere solo un paio di volte. Mentre sulle coste di Cancun e Puerto Vallarta piove più spesso.
L’umidità di Guadalajara è simile alla nostra se non inferiore, ma a Puerto Vallarta, Cancun e soprattutto Merida l’umidità arriva a sfiorare il 90%, situazione davvero sfibrante.
Le temperature durante il giorno sono molto simili alle nostre, però l’escursione termica è maggiore, per cui se si esce la mattina molto presto o se si sta in giro la notte è bene coprirsi un po’ di più.
Considerate che a Merida più che a Cancun le temperature col sole arrivano a 40 gradi, e con tutta la pioggia raramente scendono sotto i 20 (sera compresa) quindi mettete in conto di sudare tantissimo, cosa che non accadrà a Guadalajara.

La mia zona era una zona residenziale, a distanza di 10 minuti, su una delle strade principali del quartiere, c’è un supermercato molto ben fornito. Anche le famracie non mancano anzi sono molto frequenti, è solo questione di girare un po’ per individuarne una.
A 5 minuti da casa avevo una palestra ben attrezzata che apriva alle 6.30 e chiudeva alle 22.
La nota “dolente” erano la distanza dall’ospedale, impossibile da fare a piedi in tempi ristretti piedi, in auto circa 20-25 senza o con poco traffico.

Guadalajara è molto grande, e gli studenti vivono nelle case di famiglia in qualunque quartiere siano.
Ci sono diversi quartieri ricchissimi di locali (che poi sono anche abbastanza turistici) ma è bene arrivarci in macchina.
ATTENZIONE al nome delle strade e al quartiere!
Molte strade presentano lo stesso nome in città, quindi è di vitale importanza specificare la colonia (ossia il quartiere) in cui dovete andare!

La città è vivibilissima. La mattina dalle 6.30 alle 8, muoversi con un mezzo può essere ostico a causa dell’elevato traffico nelle zone nevralgiche.
Ma la città è pulita e ben organizzata,
Guadalajara ha una zona centrale molto curata e pulita, il comune si prende molta cura di tutte le zone del centro e dintorni, ma uscendo dalle zone limitrofe il centro trovi quartieri residenziali diroccati, e distrutti.
La sicurezza nelle zone centrali la notte lascia un po’ a desiderare.
La vita non costa molto, se si escludono i taxi. Il cibo (nei luoghi non turistici) costa poco, e con 7 euro puoi mangiare un primo e da bere in elevate quantità.
Stessa cosa vale per gli alcolici nelle discoteche. Molti locali inoltre hanno l’entrata libera e paghi solo se consumi.
Chiaramente fare la spesa è vuol dire risparmiare ancora di più perché per esempio i prezzi di frutta, verdura e generi alimentari vari sono davvero bassissimi (tipo 4-5 mele, 1 euro).
Chiaramente questo non vale per i fast food, le catene di negozi così come le grandi firme di vestiario.

La città è sicura durante il giorno. Prendendo le accortezze che uno prenderebbe in qualunque città del mondo puoi stare assolutamente tranquillo. L’unica cosa sono da evitare i parchi, spesso borseggiatori con la delicatezza di un chirurgo che incide rubano senza che tu te ne accorga, e a me purtroppo è successo.
La notte è meglio evitare di andare in zone poco movimentate e in centro mentre più tranquilla è la situazione nelle zone dove si concentra la movida.

Svago, costo serate, mezzi pubblici fino a che ora. Zone più vive.
Lo svago c’è, ma purtroppo lì gli studenti di medicina nel secondo triennio escono poco perché lavorano anche 36 ore consecutive nei locali in cui sono stato, le serate finiscono normalmente tipo alle 3 (non prima) e in serate particolari (tipo halloween) tirano fino alle 5-5.30. Il prezzo purtroppo varia parecchio perché la gran parte dei locali ma si aggira dai 5 euro in su.
I drink sono meno costosi che in Italia ma non poi di tanto, la differenza è al massimo 2-3 euro.
Gli unici mezzi dalle 22 in poi su per giù sono i taxi. Chiaramente le tariffe sono aumentate rispetto al giorno, per la serie che lì dove ti avrebbero chiesto 3-4 € durante il giorno te ne chiedono 6-8 € orientativamente. In alcune zone è difficile intercettare taxi quindi chiedete al locale di chiamarlo per voi se non avete mezzo proprio

I messicani in genere sono persone disponibili e non troppo schive. Purtroppo il luogo comune Sicilia = Mafia è presente anche qui e viene usato per scherzo. Il mio Maestro (il dottore dell’equipe) mi chiamava Paolo Corleone, ma lo faceva in modo “affettuoso” (se così si può dire).
La gente comunque ti accoglie molto volentieri e bene o male sono ben disposti a dare indicazioni o informazioni.

La varietà di posti e quartieri è semplicemente fantastica
Il difetto è il traffico e la poca sicurezza già citata sopra, in alcune zone. Purtroppo hanno occhio nel riconoscere la gente non autoctona.

Mi sono ambientato benissimo e sarei rimasto molto più a lungo molto volentieri. Quando siamo andati via abbiamo sentivo di star lasciando casa, di star lasciando persone a cui ci eravamo affezionate.
La voglia di tornare a casa c’era, ma era forte, molto forte, il senso di abbandono.

Se dobbiamo parlare del periodo in cui ho vissuto a Guadalajara, con una routine, una casa fissa, una vita vissuta con calma, Palermo mi è mancata molto poco. Se parliamo dei giorni successivi, facendo da nomadi, passando da una città all’altra ogni 2-3 giorni, sì la voglia di casa e di tranquillità si è fatta sentire di più.

Come ho già scritto per il perù, semplicemente fate questa esperienza fantastica, buttatevi e non preoccupatevi se i responsabili o le vostre contact person della vostra città ritardano nel rispondere o non rispondono, loro sono fatti così, delle volte (come è capitato a me in Messico) becchi persone inutili e che non hanno voglia di fare i loro doveri, ma se sapete adattarvi non vi saranno grosi problemi.
E soprattutto organizzatevi al meglio come ho fatto io per poter viaggiare e spostarvi in altre zone e vedere il Paese in tutte le sue sfaccettature. Consiglio vivamente di farlo con i pullman e di farlo con dei bagagli piccoli e non troppo pesanti.
IMPORTANTE: Fatevi la ISIC (International Student Identity Card) è una tessera dello studente che può essere fatta in Italia nei CTS (Centro Turistico Studenti) e che è vitale per avere sconti ed entrare gratis in musei, siti archeologici e quant’altro.
Spesso purtroppo in Messico non accettano la ISIC dicendo che dovete essere studenti che studiano in Messico, è bene quindi portare con voi oltre alla ISIC il badge dell’ospedale che attesti facciate tirocinio lì.

Come si fa per partecipare a questo concorso e in cosa consiste?
Si tratta di fare un mese di tirocinio in ospedale in una meta a tua scelta. Dopo aver scelto la meta si compila un modulo in cui si mettono delle preferenze per le città e per i reparti, e in base a quelle vieni assegnato a una città, a un reparto e ti vengono assegnate una o due contact person che rispondono ai tuoi dubbi e alle tue domande.
Per partecipare ogni anno il SISM (Segretariato Italiano Studenti Medicina) dalla seconda metà di Novembre comincia a pubblicizzare la “campagna scambi” mostrando le mete disponibili per l’anno successivo.
In seguito vengono aperte le iscrizioni per sostenere un esame di lingua (con un insegnante madrelingua inglese, francese, spagnolo) che lo studente interessato deve sostenere e da cui ottiene un punteggio in 60esimi.
Viene poi effettuata una graduatoria che si basa su:
– Punteggio dell’esame di lingua
– Media ponderata
– Quantità di materie date
– Collaborazione alle iniziative organizzate dal SISM nell’anno precedente

A quel punto si convoca una riunione con tutti i partecipanti e si comincia dal primo in graduatoria a chiedere a quale meta è interessato e via via si prosegue fino a esaurimento mete.

L’esperienza (certificata da un attestato) vale un punto in più alla laurea.


Leggi le altre esperienze Clerkship che abbiamo raccontato:
Paolo Miccichè in Perù
Giancarlo Allegro in Colombia
Pierpaolo Romeo in Indonesia
Stephanie Alfano in Tunisia
Paola Giammanco in Lituania
Laura Ocello in Canada


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