Clerkship

Clerkship – Giancarlo Allegro in Colombia

Con quali intenzioni sei partito?
Il viaggio era programmato come uno scambio universitario in una struttura ospedaliera colombiana, in particolare un mese di tirocinio nel reparto di Ginecologia e Ostetricia del General Hospital de Medellin. Avevo contattato mesi prima una ragazza italiana che avrebbe fatto lo stesso scambio nella città di Bucaramanga, per poter viaggiare insieme dopo il mese di tirocinio prefissato.

Perchè hai scelto questa meta, in base a quali criteri?
Ho dovuto scegliere la città tra varie mete disponibili in Colombia. Dopo diverse ricerche su internet e consigli chiesti a ragazzi che erano già stati nel paese sudamericano ho optato proprio per Medellin, la “città dell’Eterna Primavera”, per posizione, clima e sicurezza.

Medellin si presenta come una città posta al centro tra diverse colline che la circondano a 360 gradi, veramente grande, contando circa 2 milioni di abitanti. L’aeroporto di Rio Negro (José Marìa Cordova) è situato a circa 45 minuti di auto, servito da linee di bus o da taxi (circa 30 euro per quello singolo o 5 euro circa per quelli comunitari che è possibile prenotare tramite telefonata). All’interno di Medellin è possibile trovare diversi quartieri che spaziano tra le zone ricche in stile Miami e autentiche favelas. Il centro cittadino non presenta particolari caratteristiche, niente di eccessivamente “bello” dal punto di vista turistico. Una delle piazze principali è la Botero Plaza, dedicata all’artista Fernando Botero, di cui la piazza è arricchita con 23 sculture. Sempre sulla Plaza si affaccia il Museo de Antioquia che ospita tantissime opere del suddetto autore.

Personalmente ho vissuto per un mese nel quartiere ElPoblado, ospitato da una famiglia locale. Questo quartiere è indubbiamente il migliore della città oltre ad essere curato come fosse un’enorme villa privata. Sono presenti grandi condomini in mattoni rossi, ognuno dotato di giardino privato con parco giochi e piscina, il tutto affidato a custodi presenti 24h/24. Le strade del quartiere sono immerse nel verde, il tutto estremamente curato, non una carta a terra, non una foglia secca, non un albero non potato (ahi ahi Palermo…)

Sparse per la città ci sono diversi locali e discoteche, dove regna il latino-americano (Rumba, Cha chacha, Salsa, Samba, Bachata, Vallenato che è tipico colombiano). Ma indubbiamente è degna di nota la zona chiamata ParqueLleras, un quartiere quasi unicamente di disco-pub, dove sembra di immergersi in un’enorme festa continua tutte le sere. Non c’è un solo angolo del quartiere dove non si sente la tipica musica sudamericana.

Per spostarsi è necessario usare taxi in quanto economici e sicuri, mentre bisogna stare molto attenti alla metro e agli autobus, nonostante la grande presenza di Polizia, anche se alcuni aneddoti sulla loro efficienza ci hanno fatto dubitare della sicurezza che la loro presenza impone.

Al centro della città è presente una piccola collina (Cerro Nutibara) sul quale sorge ElPueblito Paisa, una riproduzione di un tipico villaggio coloniale. Da qui prende inizio la Fiera de Las Flores, una festa incentrata sulle decorazioni floreali che addobbano l’intera città.

Le strutture sanitarie sono discrete, mentre Il General Hospital dove facevo il tirocinio, struttura semi-privata, è una eccellenza di tutto il Sudamerica, da fare invidia ai migliori ospedali italiani.

Durante il soggiorno a Medellin ma soprattutto durante il secondo mese del mio viaggio ho potuto conoscere altri splendidi luoghi della Colombia, soprattutto la costa atlantica.

San Gil nella regione di Santander è una piccola cittadina di non più di 3-4 mila abitanti. Questo luogo è famoso in quanto meta degli amanti degli sport estremi e la cittadina offre diverse agenzie per l’affitto degli strumenti e per le guide. Col nostro gruppo di amici abbiamo optato per il rafting, esperienza bellissima e abbastanza sicura con una guida esperta.

Barichara, sempre a Santander, è una piccola cittadina coloniale che presenta dei paesaggi meravigliosi soprattutto nel versante che dà sui kanyon.

Bucaramanga, città di mezzo milione di abitanti, è una discreta città a nord di Bogotà. Il clima non è certamente quello di Medellin, qui durante una permanenza complessiva di 5-6 giorni ho quasi sempre trovato pioggia. Non è proprio una città turistica, poco da vedere e molte favelas da evitare. La strada che collega l’aeroporto al centro cittadino passa proprio in un quartiere simile, non dando proprio una buona impressione al turista che arriva.

Cartagena de Indiasè indubbiamente la città più bella che abbia visto in Colombia. Si trova sull’Oceano Atlantico, presentando una zona turistica (il Centro Storico) meravigliosa e una immensa favelas (quasi 900mila abitanti) nel resto della città. E’ presente una grande spiaggia (Bocagrande) che comparata alle spiagge che si trovano nelle isolette a mezzora di barca non è niente di rilevante. Qui si può affittare un ombrellone con sedie (niente sdraio!) contrattando con i gestori locali, con 15.000 pesos è possibile prenderne uno per tutta la giornata (circa 7 euro). Le temperature, durante il mio soggiorno in città che è durato circa 2 settimane, sono proibitive, la sera è possibile uscire anche senza maglietta e di notte il ventilatore è assolutamente necessario. La “comida” tipica è il piatto di Pescado, che contiene pesce fresco, riso, fagioli e banana fritta, il tutto a prezzi standard di 9000 pesos, “bebida” inclusa. Tutto intorno al centro città ci sono delle imponenti mura sulle quali è possibile passeggiare ammirando il mare e soprattutto il tramonto sull’oceano. In giro per la cittadina è possibile gustare frutta freschissima tagliata al momento e soprattutto il cocco locale, tagliato “in diretta” col machete. Sono presenti diversi locali e discoteche, alcune mete anche di VIP europei. Negli ostelli è possibile incontrare tantissimi viaggiatori, spesso solitari, di tutto il mondo, che spesso cercano altri lonely travellers per organizzarsi in escursioni e gite.

Dal porto di Cartagena è possibile prendere imbarcazioni per varie isole e spiagge. Personalmente ho visitato Baru, nelle Islas del Rosario, per ben due volte, essendo rimasto colpito dalla sua bellezza. Si tratta della tipica spiaggia caraibica, sabbia biancastra, mare trasparente ma soprattutto caldo, palme e noci di cocco ovunque. Con l’amica italiana abbiamo dormito sull’isola affitandoci un’amaca in riva al mare. Una esperienza surreale, dalle 5 del pomeriggio alle 9-10 del mattino infatti non ci sono più turisti (le barche devono ritornare per la marea) e la spiaggia/isola rimane deserta, a parte pochi temerari che passeranno la notte in questo luogo incontaminato, senza luce, acqua corrente o servizi vari. Non essendoci acqua potabile e/o negozi bisogna portarsi i viveri da Cartegena, compreso il vitale repellente per zanzare. Non ci sono parole per descrivere un tramonto o un’alba su una isola nei Caraibi, distesi su un’amaca in riva al mare.

Santa Marta, nella regione della Magdalena, sempre sull’Oceano Atlantico, è una grande città divisa in due parti, una marittima e una in collina (un po’ come Palermo e Mondello). Abbiamo preso un ostello per circa 10 giorni a ElRodadero, la Mondello. Qui è presente un lungomare decorato da palme e tantissimi ristoranti che si affacciano verso il mare, con prezzi comunque normalissimi (10.000 pesos a pasto). Di sera spopolano i venditori ambulanti di cibi locali e nella spiaggia arrivano gruppi di suonatori di musica vallenato o simile, che si dispongono al centro di grandi cerchi di sedie che è possibile affittare per 1.000 pesos, creando un’atmosfera unica. La città vera e propria non offre in realtà granchè, è un luogo anche non troppo sicuro. Dal centro della città è possibile prendere alcuni mezzi, spesso di fortuna, per raggiungere altre mete turistiche vicine.

Tramite un pick-up (eravamo messi dietro senza alcuna protezione!) abbiamo fatto una escursione a Minca, un villaggio sperduto in mezzo alla foresta, meta di viaggiatori che desiderano una bella passeggiata in mezzo alla natura selvaggia. Ci sono due sentieri, uno porta a un lago e uno a una cascata. Noi abbiamo percorso il primo, durata circa 1 h e 30min solo andata. Una esperienza davvero molto molto rilassante.

Palomino, nella regione della Guajira, verso il confine col Venezuela, è una cittadina veramente piccolissima. Siamo giunti lì con un bus dalla dubbia sicurezza, viaggiando con indigeni (in quella regione sono presenti villaggi in stile medievale, dove vivono senza corrente elettrica, acqua e tutte le comodità moderne). In realtà questo luogo è formato da un agglomerato di ostelli fatti tutti a mò di capanne, senza apparente traccia di cemento o mattoni, a pochissimi metri da una spiaggia immensa (impossibile vederne la fine sia da un lato che dall’altro), quasi completamente deserta e circondata sul versante terrestre da una foresta di palme e vegetazione varia. Abbiamo pernottato lì per poi tornare il giorno dopo a Santa Marta., perché comunque non c’è molto da vedere per rimanere più di due giorni.

In questo lungo viaggio in terra colombiana ho dovuto prendere l’aereo ben 10 volte (esclusi altri 8 voli da e per l’Italia contando gli scali), in quanto è una regione montuosa con grandi difficoltà per i trasporti terrestri (abbiamo preso un bus Bucaramanga-Cartagena della durata di quasi 11 ore per fare davvero pochi km). La nazione è servita principalmente dalla Avianca che ha i migliori prezzi e servizi davvero ottimi.

Nonostante la fama della Colombia, l’unico controllo con cani anti-droga l’ho ricevuto all’andata, appena sceso dall’aereo,  e non al ritorno!

Cosa porteresti del posto che hai visitato a Palermo?
L’ordine e l’atmosfera di festa presente quasi ovunque.

Cosa porteresti di Palermo nel posto che hai visitato?
Dopo due mesi senti profondamente la mancanza del cibo siciliano, ma per il resto abbiamo veramente poco da esportare.

Consiglieresti a qualcuno di visitare la città dove sei stato?
Certo, tutta la Colombia è un luogo speciale, con paesaggi assolutamente caratteristici e da lasciar senza fiato qualsiasi turista.

Pregi e difetti del posto che hai visitato.
Come pregi, natura spesso incontaminata, luoghi stupendi e completamente naturali, cibo locale ottimo anche se ripetitivo,  prezzi assolutamente abbordabili. E la musica latino-americana che ti prende e non ti lascia più. Come difetti, è una nazione sicuramente pericolosa, alcune aree sono poco o non controllate dalla polizia, e la stessa polizia (come ci hanno raccontato in molti) presenta comportamenti dal limite della delinquenza (durante una passeggiata ci hanno perquisito con le braccia al muro manco fossimo terroristi, cercando qualsiasi cosa, soprattutto droga, che potesse incastraci; alcuni amici colombiani ci hanno poi chiarito che il loro scopo è poi quello di chiedere qualche soldo al turista malcapitato di turno per evitargli i problemi giudiziari, quindi un po’ una estorsione). Quasi nessun colombiano poi parla inglese, quindi bisogna imparare almeno le basi di spagnolo (ma stando già più di un mese si acquisisce quasi per osmosi!).

Saresti disposto a lasciare Palermo per vivere in questa città?
Più che Palermo, la Sicilia è Sicilia. La Colombia è un luogo magnifico da vedere, ma da turista è più che sufficiente.


Leggi le altre esperienze Clerkship che abbiamo raccontato:
Paolo Miccichè in Perù e in Messico
Pierpaolo Romeo in Indonesia
Stephanie Alfano in Tunisia
Paola Giammanco in Lituania
Laura Ocello in Canada


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