Aiesec

Cosa è Aiesec? Volontariati, tirocini e stage nel mondo

Aiesec Palermo: volontariato e tirocinio

Ormai la nostra è una generazione che viaggia, abbatte barriere, sente rimbombare “cittadino del mondo” ovunque e le opportunità per viaggiare, per fare esperienze sono tantissime. AIESEC è una di queste. Fa della locuzione “cittadino globale” il suo motto. Ma cosa è AIESEC? Ce lo spiega in un’intervista, Flavia Conoscenti, studentessa siciliana di 20 anni, vice-presidente di AIESEC Palermo.

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Scopriamo AIESEC con Flavia: cosa è, come partire e perché?

flavia, vice presidente aiesec

Cosa è AIESEC?

AIESEC è il più grande network internazionale di studenti universitari al mondo. E’ riconosciuta a livello mondiale, abbiamo tra l’ altro una partnership con l’ONU, con il quale ci siamo prefissati i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030. Questi obiettivi si pongono il fine di raggiungere una pari uguaglianza di genere, l’azzeramento della povertà e della fame nel mondo, nonché risolvere alcuni problemi ambientali e garantire una crescita economica e sociale a livello mondiale.

Infatti, AIESEC dal 1948 crea progetti in tutto il mondo per dare una risposta concreta ai problemi globali, i cui protagonisti sono i giovani che si mettono in gioco e hanno un ruolo attivo nel mondo. I giovani sono importanti perché sono intraprendenti, dinamici e capaci di dare forma al futuro perché sono la generazione del domani. Attraverso i nostri programmi, come l’essere un volontario/stagista all’estero o l’essere membro dell’associazione, permette di sviluppare la leadership, cioè la capacità di guidare un gruppo nel raggiungimento di un obiettivo. A seguito di un sondaggio mondiale compilato da 4000 ragazzi che hanno partecipato ai programmi di AIESEC, è risultato che in AIESEC si sviluppano 4 qualità di leadership:

  1. saper comunicare in diversi ambienti, coinvolgendo gli altri e sviluppando le loro potenzialità;
  2.  Comprendere i problemi globali e prendersi la responsabilità di agire attivamente per risolverli;
  3. Avere la consapevolezza dei propri punti di forza e debolezza, sfruttando le proprie potenzialità.
  4. Essere orientato alla soluzione, senza arrendersi di fronte alle sfide.

Non a caso Bill Clinton, Mick Jagger, Kofi Annan hanno fatto parte di AIESEC! A livello Italiano , quest’anno, abbiamo ottenuto diversi riconoscimenti dall’UE e dallo Stato Italiano: abbiamo vinto, infatti, il Premio Europeo Carlo Magno della Gioventù 2016 grazie al progetto InteGREAT, il cui fine è favorire una maggiore integrazione degli immigrati in Italia. Inoltre abbiamo ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per aver organizzato il primo YOUTH SPEAK FORUM in Italia, incentrato sull’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile “Quality Education”. Tutto questo è AIESEC!  AIESEC è vita, è sfida, energia, impatto!

 

Come nasce?

AIESEC è l’acronimo di Association Internationale des Etudiants en Science Econimique et Commerciale. Infatti all’inizio era un’organizzazione aperta solo a studenti di Economia, invece ora è aperta a tutte le facoltà. Fu fondata dopo la II Guerra Mondiale, nel 1948, da un gruppo di ragazzi proveniente da 6 Paesi diversi del mondo con l’obiettivo di evitare la ripetizione di una possibile guerra. Una leggenda in AIESEC, racconta che alla fine della II Guerra Mondiale, un ragazzo francese doveva andare a trovare la fidanzata, ma avevo bisogno di un passaggio. Un ragazzo francese si fermò e gli diede un passaggio. Durante il viaggio i due si misero a parlare e riflettere sul fatto che fino a qualche giorno prima erano nemici e si facevano la guerra mentre adesso si ritrovavano sulla stessa macchina a parlare. Lì nacque l’idea di fondare un’associazione con l’obiettivo di promuovere la pace e il multiculturalismo. Infatti l’obiettivo di AIESEC  e’ “Pace e Sviluppo del Potenziale Umano, dove per Pace si intende non solo il contrario di guerra, ma è un modo di vivere, rispettando le differenze culturali, di sesso, di religione e essere in armonia con se stessi e gli altri.

 

Cosa offre?

AIESEC offre la possibilità di diventare un “cittadino del mondo”.  I nostri volontariati, tirocini o stage danno l’opportunità di fare un’esperienza all’estero formativa, che sia inerente con gli studi che si fanno. Chi parte, parte per crescere professionalmente, dal momento che entrerà a far parte di un team internazionale e professionale. I nostri progetti possono anche valere da tirocini curriculari, se si accorda prima con la propria facoltà.

 

Come si fa a partire?

La procedura è molto semplice, una volta venuti a conoscenza di AIESEC. Perchè, purtroppo, il problema maggiore è proprio quello, conoscere la nostra associazione. Chi è interessato può recarsi all’ufficio ( all’interno dell’Universita di Palermo, facoltà di economia, accanto aula colletti) e i nostri membri lo aiuteranno a scegliere un progetto in base a cosa vuole fare. Esistono tantissimi progetti in ogni parte del mondo e in base alle  tue preferenze o esigenze sceglieremo la migliore per te.  Una volta iscritto al nostro portale potrai vedere tutti i  progetti, con le varie condizioni: vitto, alloggio, periodo di tempo, tipo di progetto. Potremo scegliere un massimo di 15 progetti. E per ogni progetto, l’azienda ospitante farà un colloquio su skype per conoscere meglio gli stagisti e il loro livello di inglese. Una volta accettato, il candidato dovrà semplicemente dare conferma e partire. Ovviamente, sarà assegnato un tutor ad ogni partente, sia dalla città di provenienza che da quella di arrivo. Le due associazioni saranno sempre in contatto e ti aiuteranno per qualsiasi cosa. Troverai persone preparate e disponibilissime, che ti renderanno più facile il viaggio, ma soprattutto troverai degli amici. E a questo punto, l’ultima cosa da fare è godersi il viaggio, e ricordarsi come si era prima di partire, perchè appena tornati si è una persona totalmente diversa.

 

Perché sei entrata a farne parte?

Sono entrata per caso, partecipando a un evento all’università per partire, ma poi mi convinsi che era meglio capire il funzionamento dell’associazione prima di partire, anche perché si parlava molto dell’ambito internazionale, cosa che mi appassiona tantissimo! Poi ho iniziato a capirne l’importanza e sono rimasta, candidandomi dopo 3 mesi a Vice Presidente. Ho sviluppato competenze in Time Management, Team Management, in ambito comunicativo e di vendita, ho migliorato il mio inglese, ho ampliato il mio network di conoscenze, non solo di amici ma anche di aziende. In AIESEC mi sento piena di energie, di potenzialità, di possibilità per il futuro e la sento ormai come una seconda famiglia. 

 

Cosa hai imparato?

Ho imparato che la diversità è un valore, perché non ha senso giudicare un “rumeno” come qualcuno che ruba o guardare male un ragazzo di colore, perché sono soltanto pregiudizi da abbattere, in quanto dietro quel pregiudizio c’è una persona meravigliosa da scoprire. Un proverbio irlandese dice che “ Uno straniero è un amico che ancora non hai conosciuto”! Lo condivido pienamente! Valorizzare la diversità, creare dei progetti che la promuovano e che diano una risposta alle problematiche globali a partire dai giovani, può evitare quella serie di guerre che devastano l’umanità e garantire il riconoscimento di pari opportunità e diritto a tutti gli uomini del mondo.

 

Cosa pensi del turismo a Palermo (ciò che Rounders vuole migliorare)? Cosa migliorare e come?

Penso che Palermo sia una città con grandissime potenzialità. Abbiamo subito tante dominazioni che ci hanno lasciato un grandissimo patrimonio culturale e architettonico, inoltre hanno segnato un nostro modo di essere e vivere, cercando di accogliere tutti ed essere sempre allegri. Per valorizzare la città sarebbe necessario intanto migliorare i servizi pubblici ed evitare l’eccessiva immondizia che caratterizza Palermo, come recentemente mi ha fatto notare un ragazzo messicano. Bisognerebbe installare più cestini per l’immondizia e fare un’adeguata campagna informativa riguardo il riciclaggio, creando anche incentivi che portino i palermitani a comportarsi un po’ più civilmente. Inoltre per il turismo in sé , cercherei di diffondere video di Palermo con le sue bellezze, organizzando progetti ad alto impatto, così da ottenere riconoscimenti a livello italiano e poi mondiale. Bisognerebbe anche rivalutare le cose che già abbiamo, bonificare alcune zone e sistemarle, facendo conoscere il meglio! Siamo apprezzati all’estero come siciliani, ma Palermo è ancora sconosciuta anche al Nord Italia. Una buona e diffusa informazione potrebbe far crescere il turismo!

 

Cosa deve cambiare a Palermo secondo te?

Principalmente il menefreghismo, l’omertà che ancora resiste, il vittimismo e l’attribuzione di tutte le pecche di Palermo a quelli del Nord o a terzi e non a noi stessi e cambiare il pensiero che qui non c’è futuro e non ci sono opportunità, perché in realtà ci sono e basta solo conoscerle, come AIESEC!

 

Se anche tu vuoi partire mettiti in contatto con Flavia, tramite Rounders.


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