Privacy Policy
Clerkship Viaggiare

Clerkship: Paola Giammanco ci racconta la sua esperienza a Vilnius

DATI COMPILATIVI

Nome:Paola

Cognome: Giammanco

Età: 21

Meta: Vilnius, Lituania

 

Perchè la decisione di fare una esperienza del genere?

Questo è stato il secondo scambio della mia vita, la seconda Clerkship. Dopo la meravigliosa esperienza del Taiwan dell’anno scorso non potevo pensare di rimanere con le mani in mano quest’estate. Odio la monotonia ed adoro conoscere nuove culture. E devo ringraziare i miei genitori per avermi trasmesso questa passione per “l’ignoto”.
Poter unire l’amore per i viaggi e l’interesse per la medicina è aver fatto tombola, si parte!

 

 

 

Perchè la scelta di questa meta?


L’amore per il nord europa mi ha sempre accompagnata, sin dall’adolescenza. Dopo aver sentito le opinioni di alcuni amici, che sono stati a Vilnius in Erasmus e per altri scambi, ho deciso senza nemmeno pensarci un po’.

“Palù ma dov’è la Lituania? Ma che ci vai a fare?”

Ah-ah, cari amici, non sapete di cosa parlate.

La città:

Vilnius all’apparenza è una città estremamente tranquilla, caratterizzata da un soave silenzio per le strade e da una rigorosa pulizia (Palermo, perdonaci.). Guardandosi in giro si trovano centomila chiese tra cattoliche ed ortodosse, un sacco di castelli e monumenti, prevalentemente ricostruiti. A causa delle diverse guerre che hanno coinvolto i paesi Baltici, vi sono state notevoli perdite in termini di edifici storici, fortunatamente la maggior parte è stata ricostruita seguendo fedelmente il progetto originario.
Altro fattore che mi ha sorpreso in positivo è la quantità di parchi, prati, laghi, fiumi e boschi tenuti perfettamente dagli abitanti del luogo, e la grandissima quantità di attività che si possono svolgere in essi.

Non è strano prendere una canoa e fare il giro nel fiume principale di Vilnius (attenti al meteo!), non è strano chiamare i propri amici per andare a fare un pic-nic tra le dune di sabbia di Nida, o andare a fare una passeggiata nel bosco per raggiungere le Tre croci per vedere la città in tutta la sua bellezza dall’alto.
In mezz’ora si raggiunge Trakai, con il suo castello arancione folgorante, che si riflette su un enorme lago. Quest’ultimo è in inverno ghiacciato e su di esso vengono organizzate piste di pattinaggio e giochi sul ghiaccio, in estate si può fare il bagno (ci vuole coraggio con 15 gradi) o affittare un pedalò per vedere da vicino le mura del castello.

Una delle cose più belle è vedere una carovana di mongolfiere nel cielo lituano, o addirittura partire con loro sconfiggendo le vertigini. Quasi sembrano tante stelle dei colori più disparati.

 

Milioni sono i locali in cui andare a riempirsi la pancia durante le 24 ore, ed oltre ai posti in cui assaggiare la cucina “tipica” Lituana (o per meglio dire, tipica di tutti i paesi che danno sul baltico) ricchissima di proteine animali e patate, si possono ritrovare un sacco di locali che offrono cucine dal mondo: italiana (ovviamente) e anche di buona qualità, giapponese, cinese e chi più ne ha più ne metta. Nessuno può rimanere a bocca asciutta. Tra l’altro il prezzo del cibo è abbastanza più basso rispetto ai costi ai quali siamo abituati.

 

 

Vita notturna:

La città la notte si trasforma, il centro (pur rimanendo più silenzioso del capoluogo di regione siciliano) si accende, diventando punto di incontro per gli studenti universitari, lituani e non, di tutte le facoltà.
Ci sono tre o quattro strade centralissime piene zeppe di pub, terrazze e discoteche, che propongono format di serate diverse ogni giorno. Tra concerti, feste, feste a tema, giochi e karaoke non ci si può annoiare mai.

I locali si dividono generalmente in “frequentati dai lituani” e “frequentati quasi esclusivamente da stranieri”: è difficile trovare un giovane turista italiano che è sia stato a Vilnius e non sia mai stato rapito dall’internazionalità della discoteca “Salento”, ovviamente gestita da italiani.

La vita notturna diventa ancora migliore se si è studenti in scambio in Lituania, oltre agli eventi pubblici i giovani organizzano spessissimo barbecue e feste private nelle loro villette in campagna, per staccare un po’ dalla vita cittadina.

 

Costo della vita:

Il costo della vita è più o meno simile a quello Palermitano, la differenza sostanziale sta nel salario medio dei lavoratori: nettamente più basso rispetto a quello italiano.

Al supermercato i costi sono praticamente identici, ma sono abbastanza bassi in confronto ai nostri per quanto riguarda ristoranti, attività ludiche e, come scoprirete continuando a leggere, mezzi pubblici.

 

Meteo e trasporti:

Non vi aspettate di trovare il caldo d’agosto delle nostre terre, assolutamente! La mattina, la doccia delle 5.30 prima di andare in ospedale era un TRAUMA! Sei-otto gradi nelle prime ore del giorno, per arrivare ad un massimo di 18 gradi ad ora di pranzo. Ma a tutto si trova una soluzione, bastano felpa e sciarpa per salire sull’autobus delle 6.38 ed arrivare in Ospedale senza congelare. E se perdevi l’autobus delle 6.38? Ce n’erano altri dieci durante l’ora dopo, tutti ad un orario prestabilito, tutti in perfetto orario.

Avrei fatto una statua d’oro ai mezzi pubblici in città, super economici e super puntuali.
Ed anche senza i mezzi pubblici, c’è un servizio taxi che fa spavento. Si possono tranquillamente prenotare tramite una app super intuitiva, nella quale puoi inserire punto di andata e di arrivo, e la macchina arriva prima possibile! Dividendo l’auto in 4 persone, abbiamo pagato in media 40 centesimi a tratta. 40 centesimi. 40. Quaranta. Okay continuo.

Da Vilnius si può facilmente ed economicamente arrivare ovunque: bastano un pullman e qualche euro per raggiungere velocemente Kaunas, Trakai, Klaipeda, Nida, Varsavia, Riga e Tallinn. E sono città che non possono non essere viste rimanendo un mese (o più) nel freddo nord.

Le dune di Nida sono uno spettacolo indimenticabile, i laghi ed i castelli di Trakai rimarranno nel vostro cuore per sempre, e Tallinn.. mannaggia quanto è bella. (Ora basta che se no piango)

 

Sicurezza:

Vilnius è una città abbastanza sicura, l’unico problema (davvero isolato) può essere rappresentato dall’individuo ubriaco alle dodici di mattina che ti chiede aiuto per comprare ancora da bere. Niente di che davvero.

 

La gente del posto e la loro civiltà:

I lituani sono gente perbene, i giovani sono persone estremamente alla mano e pronte ad aiutare, e gli studenti hanno tutti un livello medio di inglese davvero altissimo rispetto ai nostri standard. Si riesce tranquillamente a conversare in inglese anche con i bambini del posto, è

 

 

impressionante. Gli adulti e gli anziani purtroppo non rispecchiano tutti queste caratteristiche, come ovunque del resto: il freddo mar Baltico li ha raffreddati un po’ troppo.

L’associazione lituana ospitante (LiMSA) ci ha accolti a braccia aperte, seguendoci passo passo nel nostro mese di ospedale e viaggi, e stringendo con noi un meraviglioso rapporto quasi familiare.

 

Parlaci un po’ del tuo rapporto con Palermo:

Palermo mi è mancata? Boh. Mi sono mancati gli amici, la famiglia i monumenti mozzafiato, il caldo (troppo) ed il mare. Per il resto non ho sentito nostalgia di casa completamente. La Lituania mi ha fatto sentire a mio agio ogni giorno di più.

Post scrittum: forse mi è mancata un po’ la nostra cucina. Ma se provate molto amore per carne, patate ed aglio allora non correrete alcun rischio di sentirvi nostalgici ripensando al panino con le crocchè.

 

Confronta la tua città con la meta che hai scelto:

Palermo e Vilnius sono due città uguali ed opposte: uguali per dimensioni e numero di abitanti, uguali per il bel rapporto che si riesce a creare con i coetanei, uguali perchè in un modo o nell’altro si trova sempre qualcosa da fare. Opposte per clima, opposte per pulizia, opposte per la cura che gli abitanti hanno della propria città, opposte per organizzazione di ciò che è pubblico, per il culto del perfetto ed dell’impeccabile, opposte perchè qui è normale aspettare un’ora per l’autobus, perchè è normale sentire cattivi odori per strada e vedere immondizia ovunque. E pensare che se ognuno di noi avesse solo il 15% della mentalità lituana la nostra città potrebbe essere un posto da cui non vuoi più allontanarti. E pensare che basterebbe davvero poco per migliorare mi fa davvero angosciare.

 

Ci vivresti per un anno o più? Perchè?

Sì. Sarei disposta ad affrontare il freddo invernale per vivere in un paese che ha così tanto da offrirmi. Forse mi cadrà il naso, forse diventerò un grande ghiacciolo, ma sicuramente potrei imparare tanto da una società così organizzata, da un sistema universitario che non presenta pecche e da un ospedale che sembra uscito da Grey’s Anatomy.

 

Racconta brevemente la tua esperienza lavorativa e sottolinea gli aspetti più rilevanti:

Voglio fare una breve premessa prima di descrivere la mia esperienza in ospedale: al policlinico di Palermo gli studenti sono considerati come un peso, e non come futuri medici.

Detto ciò, al Vilnius Santaros Klinikos sono stata trattata come una persona pensante, che può rendersi utile all’interno della struttura ospedaliera.

Sono stata ospitata nel reparto di chirurgia plastica dell’ospedale, e sono stata immediatamente assegnata ad un tutor (il primario del reparto) che mi ha accolta come una figlia: per farmi sorridere usava spesso termini italiani imparati durante i suoi viaggi nel nostro paese, e comunicava con me costantemente in un’impeccabile inglese, spiegandomi per filo e per segno cosa stesse facendo.

 

Insieme ai ragazzi interni al reparto, ho seguito il tutor durante le visite ai pazienti, ho assistito gli specializzandi durante le medicazioni ed aiutato per quanto possibile in sala operatoria.

All’interno della sala ho visto operazioni davvero fantascientifiche, eseguite con cura maniacale, ed il dottore non mancava per ognuna di esse, a ricordarmi l’anatomia del distretto interessato ed a descrivere l’intervento nei minimi dettagli. Stupendo.

Ci veniva anche data la possibilità di rimanere di notte a fare la guardia insieme allo specializzando di turno, nessun obbligo, solo per fare un’esperienza diversa dal normale.
Impossibile tornare alla realtà palermitana.

Non vi private mai dell’opportunità di conoscere il mondo un po’ di più.

Questo ho imparato quest’estate. Ho imparato che bisogna sempre prendere la palla al balzo e dire sì appena l’occasione si presenta davanti ad i nostri occhi. Non c’è motivo di perdere esperienze di vita solo per pigrizia.
Sono cresciuta molto e con me è cresciuta la voglia di miglioramento: la voglia di riuscire a cambiare ciò che non va nella mia vita e nella città in cui sono nata e cresciuta.

Ho imparato a non accontentarmi se si vede opportunità di miglioramento, e a non aspettare che siano gli altri a pensarci per me.

Consiglio quest’esperienza? Sì, assolutamente: a tutti gli studenti di medicina consiglio di partire per la Clerkship in quanto modo per crescere personalmente e per aprire la mente, ed in generale consiglio di visitare la Lituania ed i paesi del nord: per ritrovare un po’ se stessi nella natura meravigliosa di queste zone, e per capire che se tutti mettiamo un po’ del nostro, il miglioramento non è poi tanto distante.

 


Leggi le altre esperienze Clerkship che abbiamo raccontato:
– Paolo Miccichè in Perù e in Messico
– Giancarlo Allegro in Colombia
– Pierpaolo Romeo in Indonesia
Laura Ocello in Canada


Per chiedere ulteriori informazioni all’intervistato, entra a far parte della nostra community!

 


Leave a Comment